Con l’introduzione della moneta unica i paesi dell’UE hanno rinunciato
ai tassi di cambio: 100 euro di debito valevano 100 euro sia a Roma sia a
Berlino, fino alla crisi del 2010. Come differenza tra il rendimento dei titoli di stato decennali
italiani (BTP) e quelli tedeschi (BUND) lo spread ha fatto la sua comparsa solo quando il tracollo economico della Grecia ha fatto temere alla Merkel e a
Sarkozy che uno Stato europeo potesse non essere più in grado di ripagare i
propri debiti. Da allora, quando la BCE presta soldi ai vari paesi dell’Eurozona,
lo fa applicando tassi d’interessi diversi per ciascun paese, a seconda del
grado di rischio.
Come differenziale tra il rendimento dei BTP e dei BUND tedeschi (presi come
parametro per la loro stabilità), lo spread è senz’altro una misura obiettiva. Ma l'indicatore obiettivo serve a quantificare qualcosa che invece
obiettivo non è: il grado di rischio degli investimenti, così come viene percepito dai mercati. Il grado di rischio che viene attribuito a qualsiasi scelta –
propria o altrui – è complementare a un'altra dimensione a tutti ben nota: la fiducia.
Le fluttuazioni in rialzo dello spread sono dunque inversamente
proporzionali alla fiducia che gli investitori – italiani ed esteri – accordano
al nostro Paese quanto alla capacità di risarcire i suoi debiti. Ma la fiducia dell’essere
umano è una disposizione umorale massimamente sensibile non solo al dato
obiettivo ma anche alle informazioni che si ricevono, vere o false che siano.
Facciamo
un piccolo esempio. Prendiamo la
fiducia che una persona può avere nel proprio partner, se non troppo gelosa. Sicuramente
questa fiducia rischierà di incrinarsi se il partner comincia a mettere in
atto “comportamenti sospetti”. Possiamo paragonare a comportamenti di questo
tipo la manovra del Def di questo Governo: il coniuge sta manifestando una certa
simpatia per la/il giovane e avvenente collega (come il Governo dimostra una "pericolosa attrazione" per le fasce più deboli
della popolazione con il reddito di cittadinanza).
La gelosia è una brutta bestia, soprattutto quando la fiducia nel
partner non è massima, come non possiamo aspettarci che lo sia quella dei mercati verso l'Italia, dato il nostro già elevato debito
pubblico. Ma se siamo persone ragionevoli, non affette da gelosia patologica, quando
il partner riesca a rassicurarci, fornendoci una spiegazione convincente, per esempio, delle sue necessità lavorative di intrattenere fitti rapporti con questo/a da noi temuto/a collega, la fiducia potrà resistere.
Cosa succede però se quasi tutti i nostri amici e
conoscenti cominciano a metterci in guardia sulla sua relazione con il/la collega? Quanto facilmente
può incrinarsi la fiducia nel partner, se tutti gli
altri ci lasciano credere che lui/lei abbia l’amante, anche se magari non è vero?
Il sospetto non ha bisogno di verità e di prove obiettive per formarsi,
perché la paura è una malattia contagiosa, che si scatena con poco e si diffonde
molto rapidamente, mentre la fiducia è all'opposto una creatura
fragile, sempre in equilibrio precario. Questo vale anche per i mercati, che sono fatti
di investitori, e dunque di esseri umani.
Ho fatto già cenno in uno dei miei post su Facebook al terrorismo mediatico che si sta attuando contro il Governo Giallo-Verde. Finché i media continuano a dare
massimo rilievo alle voci di un’opposizione che profetizza ogni giorno la
catastrofe economica del Paese non c’è da stupirsi dell’andamento al rialzo dello
spread: quale fiducia potrà mai concedere l’Europa al nostro Paese, se è quella stessa
Italia che viene più rappresentata dai nostri media (l’Italia dell’Establishment
invece che quella di un popolo che ha ben espresso la sua scelta con le
elezioni del 4 marzo) a gufare in tutti i modi contro il suo stesso futuro?
La libertà di stampa è sacra e inviolabile: sono assolutamente d'accordo su questo. Ma ciò non può farci disconoscere la responsabilità morale e professionale dei giornalisti, quanto alle notizie che scelgono di divulgare o non divulgare, e al modo in cui le divulgano. Un altro esempio banale può aiutare a chiarire. Se in un'indagine di polizia la stampa divulga per scopi sensazionalistici informazioni che dovrebbero restare secretate per consentire la cattura di un pericoloso serial killer (mi ispiro per semplicità alle serie poliziesche che vediamo in TV), in base al principio della libertà di stampa il giornalista ha certo diritto di dare la notizia di cui è venuto a conoscenza, ma ha anche una responsabilità morale per il conseguente mancato arresto del criminale, nonché per tutti gli omicidi che il serial killer continuerà a commettere.
La libertà di stampa è sacra e inviolabile: sono assolutamente d'accordo su questo. Ma ciò non può farci disconoscere la responsabilità morale e professionale dei giornalisti, quanto alle notizie che scelgono di divulgare o non divulgare, e al modo in cui le divulgano. Un altro esempio banale può aiutare a chiarire. Se in un'indagine di polizia la stampa divulga per scopi sensazionalistici informazioni che dovrebbero restare secretate per consentire la cattura di un pericoloso serial killer (mi ispiro per semplicità alle serie poliziesche che vediamo in TV), in base al principio della libertà di stampa il giornalista ha certo diritto di dare la notizia di cui è venuto a conoscenza, ma ha anche una responsabilità morale per il conseguente mancato arresto del criminale, nonché per tutti gli omicidi che il serial killer continuerà a commettere.
Nel mondo mediatico vanno perse le percentuali
di chi è pro e chi è contro questo Governo, perché la voce più forte finisce per coprire le altre, e la voce più forte è sempre quella allarmistica di chi starnazza di più. Di oche starnazzanti ne abbiamo infatti sentite a frotte fin da quando si stava siglando lo straordinario Contratto di Governo che Lega e Cinque Stelle hanno saputo regalare a tutti i cittadini italiani (primo esempio storico di un impegno assunto pubblicamente da due partiti verso l'elettorato come condizione del loro stesso insediamento a Palazzo Chigi!), e poi già all'indomani dell'insediamento del nuovo Governo, e cioè ben prima che il triumvirato asceso alla Presidenza del Consiglio con una nuovissima formula plurale avesse ancora avuto il tempo di fare alcunché.
Con l'approvazione dell'aggiornamento al Def le grida di protesta sono addirittura giunte al paradosso di rimproverare a questo Governo di stare tentando di fare - udite, udite! - esattamente ciò che aveva promesso ai suoi elettori, e che aveva siglato nero su bianco in quello stesso Contratto con cui i due partiti della maggioranza sono riusciti a giungere al loro pragmatico accordo. La sottaciuta aspettativa che si staglia a chiare lettere da questa protesta delle opposizioni è semplice quanto conturbante: ai nostri politici è concesso promettere "tutto" in campagna elettorale (come del resto hanno sempre fatto), purché non pretendano poi di operare in modo da mantenere le loro promesse.
Con l'approvazione dell'aggiornamento al Def le grida di protesta sono addirittura giunte al paradosso di rimproverare a questo Governo di stare tentando di fare - udite, udite! - esattamente ciò che aveva promesso ai suoi elettori, e che aveva siglato nero su bianco in quello stesso Contratto con cui i due partiti della maggioranza sono riusciti a giungere al loro pragmatico accordo. La sottaciuta aspettativa che si staglia a chiare lettere da questa protesta delle opposizioni è semplice quanto conturbante: ai nostri politici è concesso promettere "tutto" in campagna elettorale (come del resto hanno sempre fatto), purché non pretendano poi di operare in modo da mantenere le loro promesse.
Il rialzo dello spread, cari signori delle opposizioni, in questo momento siete proprio voi a provocarlo, con l’aiuto di quei media che avete da gran tempo monopolizzato. E non si può nemmeno concedervi di agire in questo modo insano solo per ingenuità o avventatezza, dato che le vostre reali intenzioni si evincono distintamente proprio dal modo in cui state chiamando a gran voce l'UE a vostro soccorso, perché si allarmi abbastanza da aiutarvi ad abbattere un Governo a voi tanto sgradito. La diceria del presunto "Piano B" non è infatti nient'altro che questo: una leggenda metropolitana che le opposizioni hanno saputo costruire ad hoc, e che non cessano di rintuzzare a ogni piè sospinto, pur di destare in Europa e nelle nostre stesse istituzioni la massima preoccupazione rispetto a questo Governo, che invece ha messo esplicitamente per iscritto già nel suo Contratto come fosse da intendersi esclusa ogni intenzione di uscita dall'Eurozona, e che invano continua a dichiararlo in tutti i modi, restando inascoltato. Non c'è miglior modo di seminare il panico in un cinema affollato che gridare a squarciagola: "Al fuoco! Al fuoco!" . Non occorre che le fiamme ci siano davvero, basta il grido di chi dà l'allarme.
Chi sta remando a tutta forza contro l'Italia abita dunque paradossalmente nel nostro Paese. Mai come oggi una vecchia classe politica che fin qui non si è preoccupata che di salvaguardare i propri interessi oligarchici, lasciando crescere a dismisura la disoccupazione giovanile e portando il Paese sull'orlo del baratro, sta dimostrando di seguire appieno il vecchio principio del “tanto peggio, tanto meglio”: disposta a tutto - anche a sfasciare l'Italia - pur di liberarsi di un Governo che fa paura per la sua minaccia di intaccare troppi interessi e privilegi giudicati intoccabili. Si veda il numero di ricorsi dei nostri ben Poco Onorevoli parlamentari contro il taglio dei loro vitalizi, o le proteste contro gli auspicati tagli delle pensioni d'oro.
Chi sta remando a tutta forza contro l'Italia abita dunque paradossalmente nel nostro Paese. Mai come oggi una vecchia classe politica che fin qui non si è preoccupata che di salvaguardare i propri interessi oligarchici, lasciando crescere a dismisura la disoccupazione giovanile e portando il Paese sull'orlo del baratro, sta dimostrando di seguire appieno il vecchio principio del “tanto peggio, tanto meglio”: disposta a tutto - anche a sfasciare l'Italia - pur di liberarsi di un Governo che fa paura per la sua minaccia di intaccare troppi interessi e privilegi giudicati intoccabili. Si veda il numero di ricorsi dei nostri ben Poco Onorevoli parlamentari contro il taglio dei loro vitalizi, o le proteste contro gli auspicati tagli delle pensioni d'oro.
Poiché lo spread è un indicatore di fiducia,
e la fiducia si distrugge seminando il panico e profetizzando
catastrofi, lo spread resta la migliore arma di cui possono servirsi le opposizioni per far cadere questo Governo. Lo diceva già Machiavelli: il fine giustifica i mezzi. Continuare a soffiare sul fuoco perché non si spenga - e lo spread continui a salire - è esattamente lo scopo che le opposizioni (PD a capofila!) dimostrano di essersi date: far cadere un Governo che è il primo nella storia d'Italia a godere davvero del consenso, dell'ammirazione e della fiducia di un grande numero di cittadini. "Tanto peggio per lo spread e per l'Italia, ma tanto meglio per noi": questa è la filosofia sottesa a un partito allo sfascio come il PD. Sono profondamente convinta che i signori del PD - giusto per evitare di chiamarli per nome e cognome - mentre dichiarano pubblicamente la loro preoccupazione per i risparmi degli italiani e per il futuro dei nostri figli, chiamando "ladri di futuro" Conte, Salvini e Di Maio, a casa loro si sfregano gioiosamente le mani e stappano una bottiglia a ogni punto in salita dello spread.
Il problema è che la profezia di una catastrofe si trasforma spesso in una profezia che si auto-avvera, soprattutto dove siano in gioco gli umori dei mercati e dell'UE. Non sono iscritta né al Movimento Cinque Stelle né alla Lega. Non li avevo nemmeno votati alle scorse elezioni, perché avevo scelto di astenermi dal voto in attesa di una nuova legge elettorale. Sono diventata una dichiarata e appassionata sostenitrice di questo Governo solo dacché ho assistito alle reazioni delle opposizioni. Non sono per nulla certa che la manovra finanziaria appena approvata possa davvero dare i risultati auspicati per l'economia del Paese, ma ho ammirato la sua coerenza con le promesse fatte dai due partiti ai cittadini e mi piacerebbe davvero poter vedere se funziona oppure no. L'economia, infatti, non è una scienza esatta, e tutte le sue previsioni sono soggette ad errore. L'unico modo di sapere se una manovra economica è davvero efficace, o piuttosto disastrosa, consiste nel provare a metterla in atto. Ciò che non perdono al PD & Co., con tutta la sua schiera di giornalisti pennivendoli, è di non volermi concedere la possibilità di scoprirlo, soffiando a gran forza sul fuoco dello spread, perché è in questo modo che si può far cadere il Governo prima ancora che cominci a mettere in atto la sua manovra.
Il problema è che la profezia di una catastrofe si trasforma spesso in una profezia che si auto-avvera, soprattutto dove siano in gioco gli umori dei mercati e dell'UE. Non sono iscritta né al Movimento Cinque Stelle né alla Lega. Non li avevo nemmeno votati alle scorse elezioni, perché avevo scelto di astenermi dal voto in attesa di una nuova legge elettorale. Sono diventata una dichiarata e appassionata sostenitrice di questo Governo solo dacché ho assistito alle reazioni delle opposizioni. Non sono per nulla certa che la manovra finanziaria appena approvata possa davvero dare i risultati auspicati per l'economia del Paese, ma ho ammirato la sua coerenza con le promesse fatte dai due partiti ai cittadini e mi piacerebbe davvero poter vedere se funziona oppure no. L'economia, infatti, non è una scienza esatta, e tutte le sue previsioni sono soggette ad errore. L'unico modo di sapere se una manovra economica è davvero efficace, o piuttosto disastrosa, consiste nel provare a metterla in atto. Ciò che non perdono al PD & Co., con tutta la sua schiera di giornalisti pennivendoli, è di non volermi concedere la possibilità di scoprirlo, soffiando a gran forza sul fuoco dello spread, perché è in questo modo che si può far cadere il Governo prima ancora che cominci a mettere in atto la sua manovra.
Il "nemico" è quindi davvero in casa nostra, solo che non è quello che ci viene additato dai notiziari televisivi o dalla propaganda delle opposizioni. Nemico dell'Italia è chi semina allarmismo nei mercati per riprendere le redini del governo del Paese anche a costo di portarlo prima alla rovina, invece di lasciare a chi se lo è ben guadagnato l’onore
e gli oneri di provare a rimettere in piedi la nostra economia esangue, giudicando semmai l'operato del Governo a posteriori, come dovrebbe essere se la politica fosse fair play, e come invece ormai da troppo tempo non è più.
